Come organizzarsi per il Cosmoprof 2019

Ciao a tutti,

torno a scrivere dopo mesi di assenza forzata causa lavoro in quanto io e le mie due adorate socie siamo in fase countdown per l’edizione 2019 del cosmoprof worldwilde di Bologna.

Ogni anno ci ripromettiamo di non ridurci all’ultimo secondo utile e bene o male riusciamo a mantenere questo proposito, anche perchè se così non fosse a me costerebbe un botto arrivare a destinazione con qualunque mezzo di locomozione possibile.

Quindi partiamo con i consigli più o meno utili:

  1. biglietti del treno o del bus, come nel mio caso, il primo anno ricordo di aver fatto una follia sono arrivata a Roma da Reggio Calabria, ho dormito lì e la mattina alle 5,45 sono partita con il freccia argento per arrivare a Bologna alle 9 del mattino. Già il secondo anno è andata meglio memore dell’esperienza precedente ho trovato il bus a lunga percorrenza che da Reggio fermava direttamente a Bologna, ho viaggiato di notte e speso intorno ai 70 euro a tratta. Quest’anno grazie a flixibus, si va e si torna  da Bologna con 70 euro . Cercate solo di non acquistare i biglietti mesi e mesi prima perchè ad esempio quest’anno verso novembre hanno modificato le date…basta già pensarci subito dopo Natale.
  2. biglietto cosmoprof, fortunatamente mai acquistato in fiera a prezzi esorbitanti si parla di 65 euro per un solo giorno oltre ore di fila in biglietteria per farlo, facebook in questo mi ha sempre aiutata, mai pagato a prezzo pieno, e, tranne il primo anno sempre abbonamenti per più giorni. Ecco in breve cosa facciamo con le mie socie, sul sito della manifestazione ogni anno è presente l’elenco degli espositori e a parte i classici Nashi o Gama che sappiamo esserci sempre, andiamo a ricercare le pagine facebbok delle nuove ditte, queste di solito per farsi pubblicità dato il notevolissimo investimento per partecipare ai 3 giorni con il proprio stand regalano attraverso post o semplici condivisioni alcune discount card che permettono di risparmiare fino al 40 % ad esempio il mio abbonamento quest’anno costerà 60 euro anzichè 75.
  3. mezzi pubblici, per chi arriva come me alla stazione centrale oltrepassata la piazza trova tantissimi bus diretti in fiera tutti allineati ad attendere, fashioniste e youtubers pronte alla distribuzione di visit card in cambio di omaggi.
  4. trolley, non fatevi strane idee non lo riempirete di gadget, le ditte sono li per vendere o peggio per presentarsi ma è davvero comodo quando, ti riempono di scartoffie, brochure e volantini, i peggiori sono quelli che ti danno una bustina di cartone dicendo “prendi questo è per te!!” ti illudono che dentro ci sia chissà quale tesoro da portarti a casa perchè pesa almeno 200 gr e poi è solo carta….. ma certo inquiniamo il pianeta!!!! io volevo i campioncini !!!!
  5. scarpe, in una parola sola….. comode, non siamo mica tutte Chiara Ferragni, non dobbiamo sventolare su tacchi 15 e macinare km, alla fine della giornata non ci danno il premio resistenza, quindi largo a ballerine, sneakers e in caso anche anfibi con la punta di ferro…. non si sa mai che dobbiate sferrare un calcio alla tizia che davanti a voi vi pesta ripetutamente il piede con la sua valigia.
  6. cibo, per la teoria del non si vive di sola aria e bellezza infusa, per macinare km servono energie, quindi largo a panini di ogni tipo, rigorosamente portati da fuori, perchè dentro per acquistare un pezzo di pizza servono almeno 4 euro ma sopratutto 2 ore di fila nei punti ristoro, vi faccio presente che alla stazione c’è un piccolo supermercato che vende sia pane che affettati confezionati, ecco buttatevi a terra quando volete mangiare e fatevi un panino con la mortadella, mentre gli altri fanno la fila voi sarete di nuovo operative negli stand.
  7. vestitevi a strati, lo scorso anno ha perfino nevicato e passare da un padiglione con 40 gradi allo 0 dell’esterno è tragica, ma se ci si veste a cipolla, si corre meno il rischio di tornare a casa senza campioncini ma con una bella bronchite e i relativi antibiotici.
  8. ultimo consiglio ma secondo me  fondamentale, la compagnia, non andate al cosmo se non accompagnate da chi ama come voi questo mondo, assolutamente non vi portate i fidanzati o i mariti perchè per quanto vi possano amare dopo 2 ore si daranno alla fuga e nei padiglioni dell’estetica le modelle sono rigorosamente svestite, chi ve lo fa fare di rischiare un matrimonio??? Andate solo con amiche fidate con persone che condividono questa esperienza senza invidia, per un campioncino ho visto amicizie ventennali rovinarsi, andate con chi sa come organizzarsi, con chi vi lascia dittatorialmente comandare perchè come me siete maniache del controllo, amiche che restano sveglie di notte a cercare gli omaggi e i coupon da stampare, che vi ospitano perchè sono di Bologna in cambio delle specialità tipiche calabresi, che si fanno ore di treno per scendere da Milano e con le quali fare lotte alla cassa del bar per pagare il cornetto, che si truccano con voi nei bagni del mac donald, che fanno stories su instagram e vi sputtanano ma che a 30 giorni dal nuovo cosmo andate a rivedere e vi emozionate ancora, amiche speciali, io le mie Ekka e Sara non ve le cedo…. trovatevi le vostre e buon cosmoprof 2019!!!!

Pamela ❤

REFILLER … quando la bellezza la scopri dentro di te!!

Fin da piccole ci hanno portato a pensare che i segni del tempo che si manifestano inesorabilmente sul viso di qualunque donna vadano combattuti a partire dalla loro origine a suon di creme o nella migliore delle ipotesi attraverso trattamenti estetici molto molto costosi.

Non sia mai che una donna a quasi 35 anni come la sottoscritta osi dimostrare realmente la sua età o peggio ancora qualche piccola ruga d’espressione.  Con il tempo ho imparato che le donne della mia generazione una volta aver superato la soglia dei 18 anni hanno nel bene o nel male nel tempo  speso una fortuna provando qualsiasi cosa gridi al miracolo cellulare, sarà perché siamo la generazione che ha imparato a confrontarsi con lo specchio o perché in ogni famiglia è presente la “donna dal regalo alternativo” che sia una zia, una sorella una cugina o perché no la suocera, che ti ricorda l’inesorabile passaggio del tempo ad ogni ricorrenza.

Personalmente posso dire che a partire dai primi anni 2000 ho testato qualsiasi cosa promettesse l’eterna giovinezza o di piallare inesorabilmente le rughe d’espressione, all’epoca non esisteva la moda dell’inci bio a tutti i costi e tutto veniva proposto dalla tv o dalle riviste come la panacea di tutti i mali.

Con il tempo ho capito che il mio errore è stato principalmente quello di andare alla spasmodica ricerca del prodotto miracoloso nella grande distribuzione, dopo decenni di siliconi, paraffina sles e compagnia bella ho capito che tutto ciò che riguarda la pelle va combattuto dall’interno, per quanto un cosmetico, una crema o un siero possa contenere ingredienti eccezionali difficilmente lo stesso potrà penetrare così in profondità da risolvere anche uno solo degli inestetismi come promette di fare.

Questa piccola premessa è dovuta solo al fatto che per imparare ciò nonostante mi reputi una persona molto intuitiva ho impiegato la bellezza di 20 anni!!!

Detto ciò vi voglio parlare di un prodotto che ho scoperto per caso una mattina di luglio girovagando su instagram,  un prodotto poco conosciuto ai più se non a gli addetti del settore, REFILLER, prodotto da azienda che mi ha colpito per la sua serietà e la completezza delle informazioni già solo visionando il sito https://refiller.it

Refiller non è altro che l’innovazione nel campo cosmetico, un integratore alimentare che se assunto per 30 giorni può servire da impulso al nutrimento e all’idratazione della pelle.

E’ composto da COLLAGENE ad alto assorbimento, ACIDO IALURONICO e VITAMINA C, con una formulazione appositamente studiata e brevettata per favorire la produzione endogena di tutte le sostante che contribuiscono al benessere e alla bellezza della pelle.

Volendo analizzare singolarmente i componenti di questo fantastico integratore dobbiamo obbligatoriamente partire dal COLLAGENE il quale rappresenta un terzo delle proteine totali del corpo umano, riveste un ruolo fondamentale nella struttura e nella funzionalità di organi e tessuti, quali pelle, cartilagine, tessuto muscolare.

Il collagene è costituito da lunghe catene proteiche composte da oltre 1400 aminoacidi che intrecciandosi tra di loro danno forza, flessibilità e supporto al tessuto connettivo della pelle. La formulazione idrolizzata  di REFILLER è un’innovazione, difatti il collagene presente in questo integratore è ridotto in frammenti più piccoli del normale, ed ha un peso molecolare più basso, ciò  permette di attraversare la barriera intestinale andando a depositarsi a livello cutaneo senza perdere alcuna proprietà.

Il secondo componente è L’ACIDO IALURONICO, attualmente considerato uno dei componenti fondamentali dei tessuti connettivi sia nell’uomo che nei  mammiferi, la sua composizione chimica basata principalmente su due zuccheri semplici come l’acido glicuronico e la N-acetilglucosamina conferisce alla pelle particolari proprietà di resistenza e mantenimento della forma al contrario una sua carenza all’interno dell’organismo umano determina un indebolimento della pelle e quindi la formazione di rughe e inestetismi.

Occorre menzionare la VITAMINA C altro componente del nostro fantastico integratore, in chimica è  nota anche come acido L-ascorbico ovvero un composto organico con proprietà antiossidanti, la si deve infatti considerare necessaria per il funzionamento della pelle e nel combattere la prima causa di invecchiamento cellulare ovvero la presenza di radicali liberi.

Il quanto componente è N-ACETIL GLUCOSAMINA, come abbiamo già visto è uno zucchero che favorisce la produzione di acido ialuronico, mentre il quinto è rappresentato dal N-ACETIL CISTEINA il quale vanta una notevole proprietà anti-invecchiamento ed agisce positivamente sulla proliferazione cellulare stimolando i fibroblasti a produrre nuovo collagene.

Ma voglio adesso raccontarvi la mia esperienza, ho iniziato il trattamento con l’assunzione di una compressa al mattino più o meno verso la metà di agosto, nei miei programmi originariamente vi erano ferie, relax, mare e cura personale, beh credo di essere riuscita a portare avanti solo uno di questi propositi.

Con le prime settimane di assunzione ho iniziato a notare un miglioramento della pelle, una compattezza e allo stesso tempo una morbidezza mai vista, nonché una netta riduzione delle impurità, dei punti neri e della lucidità tipica del periodo estivo.

Con il passare dei giorni ho potuto realmente verificare che quanto scritto sul sito www.refiller.it non è solo marketing accattivante ma la pura e semplice verità, devo però confessare che durante tutto il periodo in cui ho usato l’integratore, mi sono alquanto trascurata un po’ per la mancanza di tempo un po’ perché sopravvivere a 41 gradi con trucco e creme è quasi impossibile, non ho fatto alcun trattamento, ho assunto REFILLER ed utilizzato un semplice idrolato alla rosa per combattere l’afa estiva, eppure devo dire la verità credo di non aver mai avuto la pelle così bella, così soda e così compatta.

Credo che se avessi incontrato la genialità e l’innovazione di REFILLER anni fa avrei evitato di vagare tra e corsie dei supermercati e delle profumerie, cerando il prodotto miracoloso, con la relativa decurtazione della mia quota di legittima.

Se dovessi rivolgere la mia recensione ad una fascia di età o comunque ad una categoria di donne ben definite sarebbe quasi sicuramente quella delle nuove ventenni,  alla continua ricerca dei prodotti innovativi, miracolosi o del selfie perfetto (che a me non uscirà mai), perché una buona idratazione e un buon nutrimento della pelle non rendono necessari quintali di trucco o l’utilizzo dei filtri alla Barbara D’urso, una bella pelle è il miglior biglietto da visita per una donna, che sia per una foto su instagram, un colloquio di lavoro o un udienza in tribunale, la bellezza di una donna parte da dentro e REFILLER di questa verità ne ha fatto il suo motto.

… torniamo a scrivere!!! …

Lo confesso scrivere sul blog mi mancava quasi e se non più del tempo necessario per farlo, ho talmente tante cose di cui parlarvi, collaborazioni interessantissime, prodotti acquistati, make up che prometto cercherò di tenere il blog più aggiornato possibile.

Era talmente tanto tempo che non scrivevo  sul blog che avevo perfino dimenticato la password per accedere a wordpress, ma scrivere per me è come il grande amore, non lo si dimentica facilmente e la password invece si resetta facilmente… per cui  presto ci saranno tanti nuovi articoli, datemi solo il tempo di organizzarmi !!!

 

Tutta la verità sul cosmoprof 2018

Ad una settimana dalla conclusione della manifestazione internazionale dedicata alla bellezza e all’estetica, oggi vi parlo della mia strana esperienza.

Vi chiederete come mai strana, beh perché quello che accade a Bologna durante il cosmoprof è simile ad un delirio tutto in rosa e makeuppso.

Ma partiamo dall’inizio, quest’anno il Cosmoprof Worldwide Bologna si è svolto dal 15 al 19 marzo ed ha interessato ben 2776  espositori provenienti da 70 Paesi.

La manifestazione si è  articolata in 3 macro-categorie:

  • Cosmopack : riservato  principalmente  ai produttori di materie prime e centri estetici
  • Cosmo Perfumery & Cosmetics : destinato alle profumerie e ai centri di retail
  • Cosmo Hair&Nail&Beauty Salon : riservato  ai professionisti che operano nell’ ambito della cura dei capelli, delle unghie e dell’estetica.

La pecca principale di questa macchinosa ed efficientissima organizzazione è stata la diversa durata delle 3 sezioni, in quanto ad esempio  il cosmopack ha anticipato l’apertura al 15 e la relativa chiusura al 18.

Ma vi racconto un po’ della mia esperienza, questo per me è stato il secondo anno di manifestazione, ed ho partecipato con le mie amiche e colleghe di blog Erika  (https://www.youtube.com/user/LeFatinedelTrucco) e Sara  (https://www.youtube.com/channel/UC9o1Zc38QMROIkgZ2f5WAoA).

Memore dell’esperienza passata, tutte e tre, di comune accordo abbiamo deciso che il motto quest’anno sarebbe stato “organizzazione” e neanche a  farlo apposta, le mie socie hanno demandato alla sottoscritta organizzatrice seriale e rompipalle, la stesura approssimativa del programma dei 3 giorni di fiera.

Il mio viaggio per arrivare a Bologna è stato di sole 14 ore, dico “sole” in quanto mi ritengo molto fortunata, non abbiamo avuto nessun problema lungo la strada,  ho personalmente provato solo un irrefrenabile istinto omicida, nei confronti della mia vicina di posto e di sua figlia, ho avuto come la necessità di abbandonarle in un autogrill per tutto il casino che hanno fatto!!!

Arrivata alla stazione dei bus di Bologna sono stata raggiunta da Erika ed insieme siamo andate a recuperare il cibo per il pranzo e Sara in arrivo alla stazione da Milano.

Consiglio numero 1: se avete intenzione di pranzare in fiera, compratevi le cibarie in un qualsiasi supermercato sia per risparmiare (il lunedì un pezzo di pizza costava 4 euro buono si ma a Reggio Calabria mi ci compro una 4 stagioni grande !!) sia per evitare ore e dico realmente ore di fila prima di mangiare.

Consiglio numero 2: (e qui mi sento quasi mia madre) prima di entrare in fiera fate un abbondante colazione, si cammina anzi si corre tanto e dietro vi tirate una valigia o peggio portate a spalla delle buste, e prima di fermarsi a pranzare  passa molto tempo, noi ad esempio ci siamo fermate al mcdonalds prima di entrare, sia per dare una rinfrescata al trucco che per mangiare un totale di 1500 calorie tra cornetti cappuccini e cheasecake.

Consiglio numero 3: acquistate sempre i biglietti online anche la sera prima e stamapteli, poiché quest’anno acquistarli in fiera costava 20 euro in più 55 euro  anziché 35 euro e anche qui file chilometriche , non vi fidate dei bagarini fuori dall’ingresso (sembrava di stare ad un concerto di Vasco) e se siete fortunate come noi, chiedendo per tempo alle aziende espositrici si possono richiedere delle discount card risparmiando un bel po’.

Io, Erika e Sara abbiamo deciso di iniziare visitando velocemente gli stand del Bio ed Organic per poi dedicarci al make up, per esperienza personale posso vi posso solo dire di non fate liste ed itinerari, abbiamo scoperto che scompaiono all’interno della fiera, si dematerializzano dalle vostre borse e nel momento in cui vi serviranno vi troverete a vagare nella confusione più assoluta, noi ne abbiamo scritte 3, una ogni sera e puntualmente perse l’indomani nei meandri della fiera.

Consiglio numero 4: una settimana prima dell’inizio della fiera iniziate a stolkerare le aziende su tutti i social, facebook instagram e siti internet per accaparrarvi i coupon con gli omaggi, perchè per quanto tutte le youtubers e blogger tornano a casa con tanti prodotti anche i visitatori normali possono recuperare prodotti da testare. Generalmente ogni anno 2 sono le ditte più ricercate online  Nashi Argan e Gama, anche se quest’anno diverse piccole aziende hanno rilasciato coupon come Physionatura ed Evagarden  bastava semplicemente registrarsi attraverso la propria mail alla loro newsletters, stampare il buono e consegnarlo allo stand.

Nel racconto di questi 3 giorni non posso certamente dimenticare la grande opportunità che è stata data a tutte e 3 di fare da modelle per il trucco semipermanente alle sopracciglia presso lo stand DDproject, un servizio eccellente, il realizzarsi di un sogno, quello di avere le sopracciglia curate e perfette, grande professionalità e cortesia è stata riservata a tutte le modelle, ed in particolare a noi 3 che camminavamo in branco e da sole riempivamo uno stand.

Non contente di ciò lunedì mattina sia Erika che io abbiamo colto al volo l’opportunità di fare da modelle anche per i parrucchieri di Dxtinct dove hanno tagliato ed acconciato i capelli ad entrambe davanti ad una piccola folla che faceva domande sulle tecniche utilizzate.

Non voglio dilungarmi a scrivere tutto in un articolo prometto che nei prossimi giorni vi parlerò ancora della nostra fantastica esperienza e vi mostrerò ciò di cui le  aziende ci hanno omaggiato dandoci la possibilità in anteprima di  testare e recensire, vi scrivo solo un marchio per farvi capire la nostra felicità …….ASTRA !!! quindi stay tuned ….

Pamela

 

Just Peachy – Too Faced

Oggi vi voglio presentare il mio autoregalo di compleanno, beh si alla veneranda età di 34 anni mi sono regalata la prima too face, spinta da una stories della mia amica Erika @dreamsweetmakeup su instagam, me ne sono follemente innamorata.

Per quanto le mie palette siano tutte rigorosamente matt e sopratutto sui toni del marrone o pesca questa mi ha effettivamente fatto battere il cuore, diciamo che Erika riuscirebbe a far venire voglia di acquistare la qualunque, specie makeup, ma su questa palette devo darle davvero ragione.

E’ composta da 12 tonalità  opache che vanno dal crema simil burro al marrone cotto, ogni singolo colore ha una scrivenza pazzesca ed è facilmente sfumabile, la caratteristica più interessante di questa palettè è che non spolvera, non perde colore, in parole povere non se ne spreca, per cui anche le negate del make up come me , difficilmente andranno in giro con la faccia piena di residui di ombretto.

Devo inoltre dare ragione a tutte le ragazze che nelle loro recensioni su youtube definivano paradisiaco il profumo delle palette too faced, credevo fosse una trovata pubblicitaria, ed invece profumano davvero!!  ovviamente questa sa di pesca è un profumo così dolce e fruttato che fa venir voglia di mangiarla.

Personalmente l’ho acquistata sul sito di sephora pagandola intorno ai 38 euro quando a prezzo pieno costa la bellezza di 45, ho utilizzato uno sconto del 20% destinato festa delle donne, so benissimo che la cifra non è alla portata di tutte e che di dupe too faced è pieno il mondo, basta guardare la makeup revolution, ma la prima impressione che mi ha fatto e che ho scritto di getto è più che positiva.

Giù se riesco vi lascio gli swatch improvvisati, giusto perché  possiate farvi  un idea, quello che vi posso consigliare è, se avete un negozio sephora vicino, andate a guardarla con i vostri occhi, andate a testare gli ombretti ed annusare questa piccola meraviglia.

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Scrub anticellulite economico ed efficace

Diciamo la verità noi donne siamo un concentrato d’ansia, siamo a malapena a marzo e già iniziamo a pensare a come dobbiamo affrontare la prova costume, personalmente sono a dieta ferrea da dopo natale, ma io sono l’eccesso, sono l’involucro dell’ansia.

Già con il primo pallido sole che fa capolino dietro l’inverno noi gentil donzelle iniziamo a pensare ad allegre gonnelline svolazzanti e calze leggere su magari un bel tacco, ma veniamo immediatamente smontate dall’idea della cellulite, l’odiosa buccia d’arancia che unisce tutte le donne del mondo, perchè si amiche mie anche la più figa, la Belen di turno teme la cellulite.

Esistono centinaia di creme in commercio, termogeniche effetto freddo, effetto caldo, alle alghe, senza alghe, alla caffeina, alla tiroxina chi più ne ha più ne metta, ma siamo sicure abbiano un qualche effetto sull’odiato inestetismo? o l’effetto lo hanno solo sul nostro portafoglio??

Nel tempo grazie a youtube ed a internet ho scoperto che si possono combattere questi odiosi inestetismi con poche piccole accortezze, ma sopratutto tanta ma tanta costanza, diciamo quella che manca alla maggior parte di noi sempre di corsa tra casa famiglia e lavoro.

Ho scoperto che utilizzando lo scrub al caffè almeno una volta a settimana la cellulite si riduce e la pelle è più  levigata, basta semplicemente massaggiare lo scrub a pelle umida mentre magari si tiene in posa lo shampoo o il balsamo per 10 minuti per poi risciacquare massaggiando energicamente.

Io adoro il profumo di caffè che inebria il bagno ma sopratutto amo l’effetto che lascia sulla pelle,  vi lascio le dosi per autoprodurlo in casa a costo zero.

  • 4 cucchiai di caffè macinato (in polvere),
  • 3 cucchiai di sale  fino,
  • 3 cucchiai di olio d’oliva
  • olio essenziale di limone se lo avete

con la speranza che anche voi l’amiate come me, buon scrub!

Finalmente la ricerca è finita!!.. Studio Fix Fluid di Mac, la scoperta che ha cambiato la vita!!

Dite la verità, quanti tipi e formati di fondotinta avete provato? Chi di voi è ancora alla ricerca di quello perfetto? O peggio, avete mai fatto il conto di quanto abbiamo speso in tutti questi anni per testare provare e recensire prodotti, ma sopratutto fondotinta??

Io personalmente sono arrivata a provarne anche 2 o 3 alla settimana sperando nel miracolo low cost, ma con scarsi risultati, sono arrivata a provare anche quelli medi e costosi ma nulla, in ognuno trovavo un difetto, il colore che non si uniformava perfettamente all’incarnato, troppo grasso, troppo secco, troppo fluido e via dicendo.

Una tragedia, finché non decidono  di aprire uno store Mac anche qui in città, ricordo la prima volta che ho messo piede in questa sottospecie di sgabuzzino per le scope, non riuscivo a muovermi date le esigue dimensioni rispetto alle troppe persone presenti, ma ero felice come una bimba la mattina di natale.

Ho avuto anche la fortuna di trovare la commessa in giornata di grazia e quindi oltre a presentarmi le nuove collezioni, mi ha indicato nello studio fix il fondotinta che poteva andar bene per il mio tipo di pelle. Dato che guardando prezzo ben 32 euro, è uscita dalla mia bocca l’involontaria frase”ci penso e poi ripasso!” o forse dato che la commessa ha ben capito che non sarei più ripassata da li, me ne ha offerto un campioncino, un piccolo pottino di NC30, da testare, beh che dire se non wow…

Ma partiamo con il dire che lo studio fix ha un SPF 15 ovvero un fattore di protezione dai raggi solari che seppur leggera è sempre bene avere, ha una finitura matt quindi niente sbrilluccichini e glitterate varie, ha una media copertura modulabile e stratificabile, si applica uniformemente sulla pelle ed asciuga in fretta, io personalmente lo stendo con la beauty blender di essence asciutta, o al massimo con l’oval brush quando sono in vena di dedicarmi un pò di più alla base ed il tempo del make up non contato.

Ciò che amo di più è che regola l’oleosità della pelle, niente più effetto lucido simil fettina panata e non necessita di cipria per durare anche 12 ore.

E’ disponibile nei mac store, nei corner ed online sul sito http://www.maccosmetics.it , ne esistono ben 45 tonalità e si suddividono in NC per il sottotono giallo e NW per quello rosato, data la quantità enorme di colori vi consiglio di recarvi fisicamente in un negozio, per testarlo, la mua di mac (se la chiamo commessa magari si offende) con me ha indovinato al primo colpo la tonalità esatta, anche se ogni volta che guardo la boccetta mi chiedo se non sia troppo scuro e giallino, dubbio che fortunatamnte scompare appena lo sfumo.

Ho trovato il fondotinta che cercavo, e per questo devo ringraziare un pottino di prova o una commessa che ha ben capito l’utilità di un campioncino prima di effettuare comunque una grossa spesa, cosa che se avessero capito anche le altre nella mia lunga ricerca forse mi avrebbe impedito di sprecare inutilmente soldi su prodotti che tutto erano tranne che performanti.

A mac e alla commessa pardon mua….. do un bel 10 !!!

 

 

 

Tea tree oil – uso e proprietà

Oggi analizziamo insieme un olio essenziale, il Tea Tree oil anche comunemente chiamato  olio dell’albero del tè, viene estratto dalla lavorazione delle foglie di melaleuca alternifolia, pianta che cresce spontaneamente nel Nuovo Galles del sud in Australia.

E’ un olio essenziale facilmente reperibile anche nelle nostre farmacie di quartiere al costo non troppo elevato di 10 euro, oltre che sui siti destinati all’autoproduzione di cosmesi come aromazone.

Devo ammettere che la prima volta aprendolo l’odore forte e pungente mi ha quasi dato fastidio, ma ho deciso comunque di dargli un’opportunità visto che lo definiscono quasi miracoloso, lo consigliano come antibatterico e antisettico ed è spesso addizionato a cosmetici o prodotti per la pulizia e la salute della casa.

Ora sul fatto che distrugga funghi e batteri non potrei esprimermi più di tanto non essendo il mio settore, vi posso solamente dire che per l’uso che ne faccio io generalmente funziona molto bene.

Partiamo dal principio, è un olio essenziale, quindi molto ma molto concentrato, non può essere utilizzato in quantità eccessive direttamente sulla palle anche se per disperazione, l’ho personalmente utilizzato come ultima spiaggia, su odiosi bubboni dell’ultima ora, sapete quei simpatici brufoletti che appaiono magicamente quando avete una ricorrenza importante, quasi sapessero che devono essere presenti a memore ricordo, in foto anche loro.

Come tutti gli oli, sia essenziali che puri, va conservato e tenuto sempre al buio o al riparo da luce diretta, questo è il motivo per cui la boccettina in vendita è spesso marrone scuro e con un tappo a vite, qualunque marca si compri sembra sempre lo stesso prodotto.

Io come vi dicevo ho trovato metodi un po’ particolari per utilizzarlo e beneficiare delle sue tante proprietà, quando riesco ad acquistare quello proveniente da agricoltura biologica, lo utilizzo anche in caso di mal di gola o irritazioni, diluito in acqua per effettuare gargarismi, oppure diluisco qualche goccia di olio essenziale nel detergente intimo per una pulizia maggiore o nello shampoo per le sue proprietà antiforfora.

In inverno quando il raffreddore non mi lascia scampo lo utilizzo per liberare le vie respiratorie, ne uso circa 15 gocce in una pentola di acqua calda e faccio i suffumigi, ho letto sul web che così facendo si possono tenere lontani “riniti, bronchiti, raffreddore, febbre e tosse”, comunque se non si tengono tanto lontane almeno ne attenuano i sintomi.

Così facendo non solo si liberano le vie respiratorie, ne trova giovamento anche la pelle, specie quando questa è mista o grassa come la mia, il vapore infatti dilata i pori e fa penetrare meglio le proprietà dell’olio essenziale, migliorandone l’aspetto e la grana, limita infatti la comparsa dei punti neri e delle imperfezioni e qualora queste siano già presenti tende a ridurle.

Per quanto vi abbia detto che non va direttamente utilizzato sulla pelle, ne ho trovato un uso straordinario, su un principio di herpes, non avendone mai sofferto in 34 anni mi sono trovata spiazzata alla sua comparsa e senza nulla in casa, per combatterlo e di attenuarlo, prima di un evento importante, potete anche non credermi ma in 4 giorni era tutto passato, ovviamente non so dirvi se in questo caso è solo “fortuna del principiante” ma mi ha salvato da una gran brutta situazione.

Spray fissante per il trucco – homemade

Sono anni che nel mondo cosmetico non si parla altro che dello spray utilizzato per fissare il trucco, ogni grande casa produttrice di makeup ne ha uno, con prezzi che molto spesso si aggirano intorno ai 15-20 euro.

Mi sono sempre chiesta se dietro a questa moda ci fosse la solita speculazione commerciale, che ben conosciamo, noi piccole consumatrici seriali di make up per lo più low cost, e leggendo l’inci ovvero la composizione del prodotto in questione, ne ho avuto conferma.

Il fix plus nome commerciale del più famoso spray mac, non  è altro che  un liquido a base di glicerina vegetale  arricchito con più o meno estratti naturali o siliconici che le più grandi makeup artist portano sempre nelle loro valigette, serve per lo più a rendere il colore degli ombretti più intensi, o a rendere più duraturo il trucco specialmente nelle giornate estive, quando a  causa di una qualsiasi ricorrenza ci tocca avere un trucco più che perfetto.

Ne ho usati diversi in passato, diciamo da quando la moda ha preso piede anche in Italia, di diverse marche e diverse composizioni, ma alla fine mi sono chiesta se era possibile ricrearlo facilmente in casa risparmiandosi pure la fatica di andare ad ordinarlo in negozio.

In passato numerose youtubers hanno paragonato il Fix plus, all’acqua demineralizzata o al collirio, indicandoli come soluzioni più economiche e durature, ma avete mai provato a bagnare il pennello per poi utilizzare un ombretto??

Io si e non ve lo consiglio, per due semplici ragioni, la prima, l’ombretto così ottenuto è si più intenso ma l’acqua con il passare delle ore tenderà ad asciugarsi rendendo polveroso l’ombretto stesso che si staccherà sgretolandosi come intonaco, secondo, la cialdina del nostro ombretto preferito una volta bagnata sarà anche da asciutta ricoperta di una patina bianca che con il tempo renderà inutilizzabile l’ombretto stesso, con in più il   grande rischio di proliferazione di batteri e muffe.

Se invece prendiamo in considerazione il collirio, beh quello proprio economico con è.

Ma come possiamo risparmiare evitando di dover dire addio alle nostre adorate palette? Con una ricetta semplice e facilmente riproducibile in casa, ci occorrono infatti:

  • Un nebulizzatore
  • Glicerina vegetale, la si trova facilmente in farmacia e costa intorno ai 2 euro anche meno
  • Acqua demineralizzata, la potete trovare al supermercato a 50 centesimi, è quella per intenderci che le nostre mamme usano per il ferro da stiro .
  • Del conservante come il cosgard che di solito si usa per la conservazione di gel e lozioni acquose, ma in questo caso è opzionale, io di solito ne faccio piccole quantità  e conservo lo spray in frigo specie in estate, il cosgard lo si trova per lo più su siti dedicati all’ autoproduzione di cosmetici, in gergo poco professionale dedicati allo spignatto come aromazone, anche in questo caso intorno ai 2 euro

Le proporzioni da utilizzare sono più o meno queste, un tappino di glicerina su 4 di acqua, se utilizzate il cosgard alcune gocce direi da 3 a 5, in quanto come dichiarato dalla scheda tecnica è si solubile in acqua ma non essendo un vero e proprio prodotto cosmetico grasso o con molti attivi ne ridurrei l’uso e le quantità.

Una volta autoprodotto il nostro spray fissatore per il trucco occorre attendere almeno un paio d’ore prima di poterlo testare, occorre soprattutto scuoterlo energicamente prima di spruzzarlo sul viso ad una distanza di almeno 15-20 cm, poiché la glicerina tende separarsi dalla soluzione acquosa e si deposita sulla superficie.

Spero che questa ricetta sia utile sia a risparmiare qualcosina che a rendere i nostri trucchi ancora più belli.

 

PH Bio Shampoo miglio e avena – Lidl

Quante volte ci siamo alzate dirette con gli occhi chiusi verso la macchinetta del caffè e continuato il nostro slalom ad ostacoli fino al primo specchio disponibile  per poi domandarci che fine avessero fatto Dorothy e la strega dell’est? Immedesimandoci  nello spaventapasseri?

L’odioso effetto paglia sui capelli, accomuna tutte le donne che non abbiano la fortuna di vivere dentro un salone di bellezza , di avere una coinquilina parrucchiera, o di  essere la moglie di Jean Luis David, può essere debellato!!!, non ci credevo ma è così!!. Io personalmente ho sempre avuto i capelli spessi, scuri  e di un mosso indefinito (si lo so sempre fortunata) rovinati da anni di stirature chimiche, permanenti e colori improbabili già dalla fine degli 90, per cui l’effetto paglia fino a qualche mese fa era insito nel mio dna, quasi marchiato a fuoco come con la lettera scarlatta.

Un giorno di ormai qualche anno fa presa dallo sconforto assoluto,  decido di darmi al bio, almeno per quanto riguarda i capelli, un bio non talebano da “OMG c’è un silicone, nello shampoo ora che succede?” una piccola via intermedia, ed inizio a testare prodotti facilmente reperibili con però scarsi risultati, niente schiuma, odori sgradevoli, finché poco prima del  natale di quest’anno il lidl rilancia in permanente la sua linea PHBIO e decido di provare lo shampoo miglio e avena.

Shampoo consigliato per lavaggi frequenti privo di sls, paraffina, sles, petrolati, oli minerali, parabeni, faccio prima a dirvi cosa c’è dentro che ad elencarvi cosa manca, “Aqua, Ammonium Lauryl Sulfate, Disodium cocoamphodiacetate, Sodium cocoyl sarcosinnate, Decyl glucoside, Panicum miliaceum extract, Aloe barbadensis extract, Avena sativa bran extract, Chamomilla recutita extract, Glycerin, Benzyl alcohol, Parfum, Sodium benzoate, Cocamidopropyl betaine, Potassium sorbate, Panthenol, Sodium Olivamphoacetate, Sodium Sunflower Seed Amphoacetate, Dicaprylyl ether, Glyceryl oleate, Lactic acid.”

Ho scoperto che tutti i prodotti di questa linea sono certificati Bio Eco Cosmesi AIAB e vegan ok, hanno un pao di 6 mesi dall’ apertura e un costo per nulla proibitivo, solo 2.99 euro per 250 ml di prodotto,  molto spesso lo si trova in offerta durante le settimane Bio, per cui in quelle occasioni conviene far sorta perché il prezzo scende anche di tanto.

Lo Shampoo miglio e avena ha una profumazione leggera, quasi floreale della quale purtroppo non rimane alcuna traccia sui capelli specie se come me dopo utilizzate anche il  balsamo e maschera, frizionato sui capelli abbondantemente umidi fa schiuma, cosa molto rara come sapete per i prodotti bio, si sciacqua con facilità e non lascia l’effetto unto sui capelli, in combinato con gli altri prodotti di cui vi scriverò nei prossimi post, lascia i capelli puliti e leggeri per almeno 4 giorni.

Dimenticavo una cosa importante io non lo diluisco come invece usano fare altre bio addicted, lo shampoo per me deve essere corposo, io non riesco a lavare i capelli con l’acqua saponata,   ciò nonostante  ho ancora tutti i capelli in testa, belli lucidi e disciplinati,  ma io come vedrete sono una piccola voce fuori dal coro.